Nuovo governo? Di male in peggio

La nascita del governo Gentiloni è, a tutti gli effetti, la dimostrazione che non può essere il referendum lo strumento per opporsi alle politiche di spoliazione e depauperamento dei ceti popolari.

Il governo Gentiloni porterà avanti le stesse politiche del governo Renzi, politiche fatte di attacco alle condizioni di vita dei lavoratori. La nomina di Gentiloni fa giustizia dell’illusione che potrà essere il meccanismo della rappresentanza e della delega a fermare le attuali politiche sociali, politiche che si inseriscono nel solco di trenta anni di decisioni sulla strada dell’attacco spietato nei confronti delle precedenti conquiste sociali.

L’idea di poter invertire la rotta delle politiche sociali dello stato italiano puntando sulla caduta di Renzi si è scontrata con la realtà: il PD ha sostituito il pilota perdente con un altro che riceverà gli stessi ordini di scuderia.

In molti si sono concentrati sulla campagna di opposizione alla riforma costituzionale sostenendo la costituzione italiana come baluardo alla difesa delle classi popolari. Ma, ricordiamo, non vi fu bisogno di cambiare la costituzione per abolire la scala mobile, imporre leggi anti-sciopero, con l’attiva collaborazione dei sindacati confederali, compresi quelli che ora si lanciano nell’ennesimo referendum, quello sul Jobs Act, per approvare il pacchetto Treu o la Legge Biagi. Le politiche sociali ed economiche dei governi si sono inserite in una linea di continuità che le accomuna a quelle fatte in tutti i paesi occidentali, rispondono a meccanismi strutturali di un’economia che si basa sul profitto, sul ciclo della merce, sulla limitazione delle libertà individuali e collettive e sulla distruzione dell’ambiente.

Come abbiamo già ribadito e come insegna la storia dei movimenti sociali solamente il ricorso ad una costante mobilitazione dal basso e senza deleghe può ostacolare queste politiche. Non sarà un referendum a emanciparci.

Federazione Anarchica Reggiana – FAI

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Natale dell’Utopista 2016

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NÉ SI NÉ NO: ASTENSIONE

Il valore reale di questa ennesima farsa elettorale è inversamente proporzionale al clamore mediatico che sta suscitando da mesi. Gli anarchici, come sempre, non votano e invitano tutti a fare altrettanto. Non siamo né per il no né per il sì: siamo per l’invece. Siamo per togliere il potere di decidere delle nostre vite dalle mani di questi politicanti, che rispondono solamente agli interessi della classe dominante, e altrimenti non può essere, e cominciare a fare da soli. Impresa difficile e lunga, lo sappiamo, ma da qualche parte si deve pur cominciare. E il primo passo è la delegittimazione del potere politico, il rifiuto di partecipare al loro gioco, con le loro regole che conducono inevitabilmente ai risultati che loro vogliono.

Innanzitutto l’attuale costituzione non è quella gran cosa, da meritare che la si difenda con le unghie e con i denti. Questa costituzione non ha mai impedito il caporalato, le leggi a salvaguardia del capitale e contro il lavoro, il dissesto ambientale, il proliferare delle mafie, l’asservimento della legge al volere della chiesa cattolica, le stragi di stato, e tutte le altre brutture e storture e aberrazioni avvenute in Italia dal 1948 ad oggi, incluse le guerre. Perché l’Italia è in uno stato costante di guerra, con truppe nei teatri bellici di mezzo mondo, dalla prima guerra del Golfo ad oggi. Più di vent’anni di guerra che se ne sono bellamente fregati dell’articolo 11, inserito fra i “principi fondamentali” della repubblica. Figuriamoci quello che fondamentale non è. I principi della costituzione svaniscono come neve al sole quando si trovano di fronte agli interessi del potere, quale che sia: politico, economico, religioso.

Votando no, nulla cambierebbe nel merito dell’azione di governo. Quando un governo vuole agire in modo più autoritario e calpestare i suoi cittadini lo può fare tranquillamente senza dover cambiare la costituzione. Lo abbiamo visto a Genova e in Val Susa, lo abbiamo visto con la moratoria sulle indagini per il malaffare legato all’Expo, alla faccia del principio di obbligatorietà dell’azione penale presente in costituzione. Lo vediamo da settanta anni con i fascistissimi Codice Rocco, la base del codice penale italiano, e TULPS, che garantisce grandissimi poteri agli organi di polizia e alle prefetture alla faccia dello stesso diritto liberale, ancora in vigore e mai intaccati dalla Repubblica Italiana e rinforzati dal corpo di leggi emergenziali degli anni ’70. Inutile dire che quelle leggi che dovevano essere transitorie ed emergenziali sono ancora in larga parte in vigore. Quindi il richiamo di gran parte della sinistra a votare no per evitare l’autoritarismo è privo di fondamento: la deriva autoritaria la viviamo da sempre.

Il punto decisivo per rifiutarsi di partecipare a questa ennesima farsa elettorale sta però nell’essenza stessa dello strumento referendario. Se anche i no vincessero e la riforma venisse respinta, chi impedirebbe al prossimo governo di ripresentarne una uguale o anche peggiore? Nessuno. E forse il prossimo governo godrebbe della “maggioranza qualificata” dei due terzi e non si dovrebbe nemmeno ricorrere al referendum confermativo. L’inutilità assoluta dello strumento referendario ci viene evidenziata dall’esempio della Grecia, dove il risultato del referendum sulle misure imposte al popolo greco dall’Unione Europea è stato ignorato dallo stesso governo che lo aveva voluto e sostenuto. La tendenza all’autoritarismo non è dovuta alla malvagità di questo o quel partito politico: è dovuta ai meccanismi insiti del dominio politico ed economico.

Quello che come lavoratori possiamo opporre al potere è innanzitutto il nostro rifiuto. Non il rifiuto di questo o quel provvedimento, ma il rifiuto di partecipare al loro gioco, a cui solo si può perdere.

Astenersi è il primo passo.

Federazione Anarchica Reggiana – FAI – 26 novembre 2016

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Bicchierata astensionista

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Nino Nasi non è più

La FAI Reggiana esprime il proprio cordoglio per la morte di Nino Nasi e si stringe attorno ai famigliari e quanti condividono questa grande perdita per il mondo della cultura della nostra città.

Per molti decenni il nostro amico Nino è stato un punto di riferimento non solo per gli appassionati della lettura, che da lui trovarono libri curiosi e rari al di fuori della grande distribuzione, ma anche per i militanti della sinistra alternativa e libertaria del nostro territorio.

La Libreria del Teatro è stata un importante luogo di incontro e di circolazione delle nostre idee, anche in tempi in cui l’agibilità culturale dell’anarchismo e della stampa libertaria non era affatto scontata.

Da Nino si poteva trovare buona parte dell’editoria anarchica, le straordinarie documentazioni della controinformazione, la pubblicistica libertaria italiana e internazionale e tutto il materiale della contestazione al potere.

Inoltre erano presenti i titoli di tute le case editrici della controcultura, nel versante letterario, fumettistico e politico ma anche fanzine, ciclostilati, volantini e via dicendo.

La passione e la competenza di Nino per il suo lavoro era conosciuta e apprezzata dal mondo della cultura e dell’editoria di tutto il paese ed erano noti i suo rapporti con scrittori, editori, registi, poeti e giornalisti.

Con Nino se ne va un pezzo di una storia straordinaria che ha visto nella Libreria del Teatro la nascita di un importante luogo di produzione culturale, di eventi e di incontri.

Non dimenticheremo mai la sua straordinaria umanità, la sua grande disponibilità alla discussione e al confronto e il grande contributo nella formazione delle nuove generazioni.

Federazione Anarchica Reggiana – FAI

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18-11-016 Incontro sulla “loi travail” e sulle lotte sociali in Francia

Venerdì 18 novembre presso il circolo Berneri in via don Minzoni 1/d. Ore 20 cena/buffet di autofinanziamento, ore 21.30 incotnro e dibattito con Gianni Carrozzza.loi

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Presentazione del libro “Gli ammutinati delle trincee”

ammutinati_webSabato 5 novembre, presso il Circolo Anarchico C. Berneri in via don Minzoni 1/d, alle ore 17.00 si terrà la presentazione del libro “Gli ammutinati delle trincee – Antimilitarismo e insubordinazione dalla guerra di Libia al primo conflitto mondiale 1911-1918” con l’autore Marco Rossi.
La Prima guerra mondiale rimane l’evento storico che ha determinato i traumi, i conflitti, le trasformazioni non solo nella società, ma nella coscienza collettiva e nell’esperienza umana di milioni di persone e, in particolare, dei ceti popolari e delle classi subalterne di ogni paese. Furono infatti queste ultime a pagare maggiormente gli effetti laceranti di quella guerra, voluta dal potere economico, dai governi e dai rispettivi nazionalismi, per affermare un’egemonia imperialista,
conquistare territori e incrementare i profitti dell’industria bellica. La Grande guerra rappresenta il naufragio della civiltà moderna, nella quale è coinvolta pienamente l’Italia liberale che già con la spedizione in Libia (1911-12) aveva anticipato eventi, strategie e temi che troveranno un’altra conferma negli anni 1914-18. Non tutti i contadini e gli operai travolti dalla guerra accettarono passivamente di morire per interessi e logiche non loro. Prigionieri delle trincee, combatterono una loro guerra dentro la guerra, ammutinandosi agli ordini criminosi dei generali, disertando, dandosi alla macchia, animando rivolte per difendersi da una patria che li mandava al massacro e li voleva
assassini di altri sfruttati. Questa ricerca al rovescio vuole dare voce al loro coraggio di restare umani, anche a rischio della fucilazione per disfattismo.

Dopo l’incontro si terrà una cena alle ore 20.00

Federazione Anarchica Reggiana – FAI || c/o Circolo Anarchico Camillo Berneri via don Minzoni 1/d Reggio Emilia || 329 066 08 68 || fa_re@inventati.org || federazioneanarchicareggiana.noblogs.org || fb: Archivio Libreria della FAI Reggiana

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Imola 22 Ottobre – Memoria militante, esperienze territoriali

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Al congresso di Carrara (14-20 settembre 1945) nasceva la FAI. Dopo la Resistenza gli anarchici riprendevano il filo del loro discorso rivoluzionario nel nuovo contesto politico e sociale italiano. Decimati nella lunga lotta antifascista, sconfitti nella guerra di Spagna, spettatori inermi della bolscevizzazione del movimento operaio, i vecchi militanti si apprestavano al duro passaggio dal protagonismo di massa primo novecentesco alla testimonianza. Così il movimento si rigenerava in una sorta di “neo-anarchismo” attraverso contaminazioni culturali con la sinistra eretica degli anni Cinquanta, con i movimenti di contestazione dei decenni successivi. Nel lungo Sessantotto italiano e fino all’era della globalizzazione, nuove generazioni raccoglievano il testimone di lotta e di impegno contribuendo a sedimentare identità e controculture sovversive libertarie, fino agli albori del nuovo millennio. Alcuni fra i militanti attivi e presenti negli ultimi decenni ne discutono oggi attraverso tre chiavi interpretative principali: l’indagine storiografica, la memoria individuale, la riproposizione delle esperienze organizzative territoriali

Questo convegno di studi rappresenta una nuova tappa per la ricerca storiografica dell’anarchismo militante in Italia. La storia della Federazione Anarchica Italiana, tuttora presente sul territorio e con un forte impegno nell’Intenazionale delle Federazioni Anarchiche, conferma nel presente la sua azione sociale dal basso. Un’azione autogestita e senza deleghe, che non cede alle sirene elettorali o referendarie proprio perche’ si fonda sull’opposizione intransigente alla politica istituzionale e governativa.

In questo convegno saranno prese in esame le esperienze organizzative territoriali dell’anarchismo organizzato, accanto alla memoria militante all’analisi degli snodi storici della FAI nel secondo novecento. Sara’ presente un contributo della Federazione Anarchica Reggiana che prendera’ in esame un lasso di tempo a partire dagli anni della contestazione.

Verranno prese in considerazione le varie attivita’, le campampagne e i grandi eventi, realizzati dai gruppi della Federazione locale sia in citta’ che in provincia.

L’attuale ciclo di storia della Federazione Anarchica Reggiana – FAI parte dal 1974-1975 e vede consolidarsi nella nostra realta’ territoriale una Federazione provinciale che in questi lunghi anni si e’ data una forte continuita’ nelle sue pratiche di lotta e propaganda.

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Prenderemo in esame le lotte studentesche, sindacali, antimilitariste, ecologiste e daremo conto di tutte le attivita’ culturali, dei momenti di solidarieta’ e resistenza, delle campagne astensioniste e antielletoralistiche, dei momenti conviviali a partire dalle feste delle Giornate Libertarie negli anni ’80, passando per le Fiere dell’Autogestione negli anni ’90 e arrivando fino ai giorni nostri con l’esperienza delle Cucine del Popolo.

Sara’ un momento per rivedere la nostra storia militante che da conto di un’attivita’ che ci vede diffondere da oltre quaranta anni le tematiche anarchiche e libertarie.

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Solidarietà con le popolazioni terremotate

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La Cassa di Solidarietà Libertaria e il Circolo Arci Cucine del Popolo in occasione del devastante terremoto che ha colpito l’Italia centrale hanno deciso di avviare una raccolta di beni e fondi per portare un concreto segno di solidarietà.

Per questo il Circolo Berneri, in via don Minzoni 1/d, in centro a Reggio Emilia, sarà aperto tutti i giorni della prossima settimana dalle 18.00 alle 19.30 per fare da punto di raccolta per il materiale e per sottoscrizioni.

Venerdì 2 settembre invece, sempre presso il Circolo Berneri,si terrà una cena a base di gricia e amatriciana, per raccogliere ulteriori fondi.

Beni e fondi saranno destinati alle associazioni locali Onlus ALCLI Giorgio e Silvia, Associazione Terminillo Sport ed all’Associazione Rieti Riding Sport Club che si sono attivate per fornire assistenza, materiale ma anche di supporto psicologico, alle popolazioni colpite e, in particolare, all’infanzia.

Il materiale richiesto è:

  • Alimenti per celiaci e/o allergici al lattosio

  • Amuchina (o simili)

  • Pile e torce o altri materiali per l’illuminazione

  • Detergenti per la pulizia personale

  • Piatti bicchieri e posate di plastica

  • Garze cerotti e disinfettanti da primo soccorso

  • Assorbenti

  • Forbici

  • Antidolorifici generici

  • Connettivina

  • Malox

  • Rinazina

  • Rinostil

  • Cardioaspirin

  • Muscoril(punture)

  • Augumentin

  • Abbigliamento quali scarpe coperte e indumenti soprattutto intimi a manica lunga e/o pesanti

  • Coperte

  • Piccoli giochi per bambini

  • Scottex vario

AL MOMENTO NON SONO NECESSARI ALIMENTI A LUNGA CONSERVAZIONE.

Circolo ARCI Cucine del Popolo / Massenzatico – Cassa di Solidarietà Libertaria – via don Minzoni 1/d, Reggio Emilia

Per contatti: Irene: 366 619 7206 – Lorenzo: 348 540 9847

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Le nere rotti del papero rosso sono tornate

Dopo il grande successo dell’anno scorso anche quest’anno torna Il Papero Rosso, aperitivi, musica, convivialità presso il circolo Berneri in Via don Minzoni 1/d per tutti i mercoledì di luglio, dalle 19.30 fino a tardi

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