26/1 I DIMENTICATI CHE NON DIMENTICHIAMO – Dalle leggi razziali al decreto Salvini

SABATO 26 GENNAIO

I DIMENTICATI CHE NON DIMENTICHIAMO – Dalle leggi razziali al decreto Salvini

incontro dibattito con Daniele Ratti e Carlo Berini

ORE 16 al Circolo Anarchico Berneri, Via Don Minzoni 1/d – RE

A seguire cena sociale

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La giornata della memoria, che in tutto il mondo celebra l’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, non può che legarsi al ricordo indelebile dei treni che per anni hanno trasportato ebrei, sinti, rom, omosessuali, politici, malati di mente verso lo sterminio.

Una memoria, la nostra, che si estende a deportazioni, repressioni e genocidi di tutte le epoche.

Ma per conferire alla memoria un valore presente vogliamo ricordare la storia che, col tentativo di tacere le responsabilità, viene forzosamente ignorata dalle commemorazioni ufficiali e istituzionali.

Non si può allora non pensare alle guerre ancora in corso in cui lo stato italiano sta combattendo per motivi di interesse geopolitico come in Afghanistan, in Siria ed in Libano, alla responsabilità diplomatiche e militari dello stato italiano nella guerra dell’ex Jugoslavia, ai campi nomadi ancora presenti sul nostro territorio, ai sempre più numerosi attacchi a omosessuali, lesbiche e transgender, al ruolo assegnato a immigrat@ e minoranze.

Abbiamo organizzato un pomeriggio di approfondimento e dibattito per esaminare le politiche discriminatorie dai governi italiani contro gli immigrati e le immigrate, con particolare attenzione al decreto Salvini del 2018, e del vero e proprio fronte di guerra che lo stato ha aperto con questi “nemici”. E delle conseguenze di tutto questo: morte, paura, disgregazione sociale ed emarginazione. Vogliamo ragionare inoltre su come queste politiche discriminatorie ricadano pesantemente su tutte le minoranze presenti nel nostro paese, in primi sulle comunità rom e sinti.

Invitiamo tutti e tutte sabato 26 gennaio 2019 ore 16.00 per l’Incontro dibattito con Daniele Ratti e Carlo Berini al Circolo Berneri, Via don Minzoni 1/d Reggio Emilia, info 3473729676.

 

Federazione Anarchica Reggiana – FAI

Via Don Minzoni 1/d

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6 gennaio 2019 – RICORDANDO ENRICO ZAMBONINI

Il 6 gennaio 2019 alle ore 11 a Villa Minozzo (RE) in piazza del comune ricorderemo Enrico Zambonini, nato a Secchio di Villa Minozzo il 28 aprile 1893, anarchico e tenace antifascista.

Enrico Zambonini si avvicinò all’anarchismo nel primo dopoguerra, con l’ascesa del fascismo fu esule in Francia e in Belgio.
Militante della Rivoluzione Spagnola (1936-1939) ,durante la Resistenza fu partigiano sulle nostre montagne, il 30 gennaio 1944 venne fucilato al Poligono del Tiro di Reggio Emilia dalle squadracce fasciste.

Federazione Anarchica Reggiana – FAI
Unione Sindacale Italiana – CIT – Sez. di Reggio Emilia
Via Don Minzoni 1/d- Reggio Emilia
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usireggioemilia.noblogs.org
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USI-CIT Reggio Emilia

Di seguito la biografia di Enrico Zambonini:

Nasce a Secchio di Villa Minozzo (Re) il 28 aprile 1893 da Ferdinando e Virginia Comastri, meccanico, muratore e minatore. Il padre, conduttore di muli, è di orientamento radicale, una posizione non certo diffusa nei piccoli borghi dell’alto Appennino reggiano, dove prevalente è il ruolo della Chiesa. Pur aiutando il padre nel lavoro Z. frequenta fino alla 3a elementare, con buoni risultati. Nel 1906, quando ha appena 13 anni, come tanti altri abitanti della montagna prende la via dell’emigrazione: si trasferisce a Genova, in casa di uno zio paterno, il quale però quattro anni dopo s’imbarca per l’America. Rimasto solo, continua a vivere e lavorare a Genova e si avvicina al movimento socialista. Chiamato alle armi nel 1913, assegnato a un reggimento di artiglieria da montagna, è inviato in Libia dove il suo reparto è impegnato nelle azioni di repressione della guerriglia indigena. Durante il servizio militare – torna dalla Libia solo agli inizi del 1919 – si avvicina alle posizioni anarchiche, senza con ciò interrompere completamente i rapporti con i socialisti: lo dimostra il fatto che alla fine del 1919, quando è già rientrato in Italia ed è attivo militante nella CdL sindacalista di Sestri Ponente, partecipa all’assemblea costitutiva della sezione socialista di Villa Minozzo e sottoscrive una lira “pro automobile rossa”, cioè per l’acquisto di un’auto che doveva facilitare lo spostamento degli oratori socialisti nella montagna reggiana. Come detto, nel corso del 1919 è a Sestri Ponente. Oltre ad essere attivo nella CdL partecipa alla costituzione del sindacato minatori aderente all’USI. Rientra però varie volte nel suo paese natale, dove non manca di svolgere propaganda libertaria. È ricordata anche la sua partecipazione come attore a un Maggio, una forma di teatro popolare caratteristica dell’Appennino. In occasione di uno dei suoi rientri, nell’estate del 1922, mentre assiste alla rappresentazione di un Maggio a Gazzano è aggredito da un gruppo di fascisti, al grido di “A morte l’anarchia”. Riesce però a tener testa agli avversari e a rientrare a Secchio senza conseguenze. Decide però di partire subito e di espatriare clandestinamente in Francia. Inizialmente si stabilisce a Marsiglia, dove trova lavoro in una azienda di prodotti chimici e dove prende parte alla vita del movimento anarchico esiliato. Alla fine del 1923 si trasferisce a Saint Raphaël, occupandosi prima come meccanico e poi come direttore di una cooperativa edile. Nel 1928 è accusato ingiustamente di aver attentato alla vita di un agente consolare fascista. Nel corso della perquisizione del suo alloggio la polizia trova solo materiale di propaganda anarchica e al processo Z. è assolto da ogni accusa. Conclusasi positivamente questa vicenda, Z. ritiene però opportuno cambiare paese e si sposta a Liegi, in Belgio, dove trova lavoro prima come meccanico e poi come muratore. Anche qui è segnalato dalla polizia come attivo anarchico, tiene conferenze e partecipa a numerose riunioni. Nel 1932 si trasferisce in Spagna, a Barcellona. Nell’autunno 1934, mentre si trova con la sua compagna in Francia, è arrestato e condannato ad un mese di reclusione per infrazione al decreto di espulsione, ricevuto tempo prima. Scontata la pena, riparte per la Spagna. Al momento della sollevazione dei generali e dell’inizio della Guerra civile Z. è a Barcellona; partecipa dunque alla primissima fase di organizzazione della presenza armata antifascista in questo paese. È tra i primi aderenti alla Sezione Italiana della Colonna “Ascaso” FAI-CNT, con la quale partecipa ai combattimenti di Huesca e Almudévar. Nell’aprile 1937, quando la Colonna si scioglie per protesta contro la militarizzazione, rientra a Barcellona, dove trova impiego come meccanico presso il sindacato dell’alimentazione della CNT. Partecipa ai tragici scontri del maggio 1937 e mentre è impegnato nella difesa della sede del Sindacato dell’alimentazione rimane ferito al volto. Rimane comunque in città ed è tra i promotori di una colonia per gli orfani di guerra, che è effettivamente aperta il 7 novembre 1938 a Pins del Valles. Agli inizi del 1939 ripara in Francia, stabilendosi a Perpignano. Fermato dalla polizia francese è internato nel campo di Argelès-sur-Mer. Nel luglio 1941 è ricoverato in ospedale per i postumi delle ferite riportate nei fatti di maggio a Barcellona. Il 6 agosto 1942 è consegnato alla polizia italiana: trasferito a Reggio Emilia, è rinchiuso in carcere e poi condannato nel settembre 1942 a cinque anni di confino nell’isola di Ventotene. Come tanti altri anarchici alla caduta del fascismo non è liberato ma inviato nel campo di concentramento di Renicci di Anghiari (Ar). Durante il trasferimento, però, si rifiuta di proseguire il viaggio ed è allora rinchiuso nelle carceri di Arezzo. Viene liberato solo il 4 dicembre 1943 e può così tornare a Secchio. In questo periodo nell’Appennino reggiano sono in formazione alcune bande partigiane. Già sono saliti i fratelli Cervi con i loro compagni, e anche il Partito comunista sta cercando di dare vita ad un movimento clandestino. Z. entra in contatto con gli antifascisti della zona, che gli prospettano la proposta di assumere il comando del gruppo partigiano che si vuole costituire a Cervarolo. Ma cerca di riprendere i contatti anche con gli anarchici che in Emilia sono attivi nella lotta partigiana, e si incontra Emilio Canzi di Piacenza, Aladino Benetti di Modena e Attilio Diolaiti di Bologna. Il 21 gennaio 1944 i fascisti accerchiano la parrocchia di Tapignola, dove è a riposo una formazione partigiana. Nasce un conflitto a fuoco e i fascisti mentre si ritirano arrestano il parroco, Don Pasquino Borghi. Il giorno dopo arrestano pure Z. e lo trasferiscono in carcere a Reggio Emilia. Il 30 gennaio, dopo un processo sommario, quale rappresaglia per le ripetute eliminazioni di esponenti fascisti da parte dei gappisti, Z., don Borghi e altri sette esponenti socialisti e comunisti sono fucilati al Tiro a segno del capoluogo. Egli rifiuta i conforti religiosi e muore gridando “Viva l’anarchia”. Nella sentenza pubblicata sul «Solco fascista» del 1° febbraio 1944 si legge che i nove sono condannati alla pena di morte per concorso in omicidio di quattro fascisti e “per aver nel territorio della provincia di Reggio nell’Emilia, con decisi atteggiamenti, con parole, con atti idonei ad eccitare gli animi, alimentato l’atmosfera dell’anarchia e della ribellione e determinato gli autori materiali degli assassini a compiere i delitti allo scopo di sopprimere nelle persone dei Caduti i difensori dell’indipendenza e dell’unità della Patria”. In più, a Z. è contestato “di aver combattuto contro le truppe fasciste, nelle orde rosse in Ispagna”. Dopo la fucilazione, è seppellito nel cimitero di Villa Ospizio, dove sono i resti dei sette fratelli Cervi. Un distaccamento partigiano della montagna prenderà il suo nome, omaggio a una persona esemplare dal punto di vista della militanza antifascista. (C. Silingardi)

Fonti
Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Casellario politico centrale, ad nomen.

Bibliografia: L. Arbizzani, Antifascisti emiliani e romagnoli in Spagna e nella Resistenza, Milano, 1980, ad nomen; I. Rossi, La ripresa del movimento anarchico italiano e la propaganda orale dal 1943 al 1950, Pistoia 1981, ad indicem; P. Bianconi, Gli anarchici italiani nella lotta contro il fascismo, Pistoia 1988; F. Montanari, L’utopia in cammino (Anarchici a Reggio Emilia 1892-1945, Reggio Emilia 1993; A. Zambonelli, Vita battaglie e morte di Enrico Zambonini (1893-1944), Reggio Emilia [s.d.].

 

 

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UNA STORIA NELLA STORIA: GIUSEPPE PINELLI

Venerdi 21 dicembre

Circolo anarchico Berneri, Via Don Minzoni 1/d (RE)

ore 20: cena

0re 21: ‘Una storia nella Storia: Giuseppe Pinelli”
Interverrà Claudia Pinelli

A 49 anni di distanza dalla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 a Milano e dall’assassinio del compagno anarchico Giuseppe Pinelli promuoviamo un incontro per analizzare quel fatto drammatico che investì il nostro paese.
Parleremo della strategia della tensione con le numerose stragi di Stato messe in atto per fermare le lotte studentesche del ’68 e quelle operaie del ’69. Affronteremo il processo di criminalizzazione del movimento anarchico realizzato dal potere con l’arresto di Valpreda e di tant* compagn* anarchic*. Analizzeremo la politica delle bombe messe dai fascisti pilotati dai servizi segreti (piazza Fontana, piazza della Loggia, stazione di Bologna, …). E infine ricorderemo pensando a quei giorni il nostro compagno Giuseppe Pinelli assassinato nei locali del quarto piano della Questura di Milano, da cui venne fatto precipitare, nella notte tra il 15 ed il 16 dicembre.

Federazione Anarchica Reggiana e Cucine del Popolo

Via Don Minzoni 1/d – Reggio Emilia

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8 DICEMBRE, CASTELBOLOGNESE, CONVEGNO ” LE ORGANIZZAZIONI NAZIONALI DEL MOVIMENTO ANARCHICO NELL’ITALIA REPUBBLICANA (1943-2018). A cura della Biblioteca Libertaria Armando Borghi

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I LUOGHI DEL SAPERE LIBERTARIO

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SUR BRASSENS ET AUTRES “ENFANTS” D’ITALIENS

SUR BRASSENS ET AUTRES “ENFANTES” D’ITALIENS

VENERDI 9 NOVEMBRE ORE 21@ Circolo Berneri, Via Don Minzoni 1/d – Reggio Emilia

Isabelle Felici presenta il volume “Sur Brassens et autres “enfants” d’Italiens”

Il volume raccoglie storie di “anonimi” figli di italiani che, con le loro testimonianze, ricostruiscono dei percorsi dell’emigrazione italiana. La presentazione si concentrarà sul primo testo, che ci introduce nell’universo familiare, amichevole, musicale e culinario “italiano” di Georges Brassens, che pochi sanno essere anarchico e di origine italiana da parte di madre. Sarà anche l’occasione di disegnare il percorso anarchico del cantautore.

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CONTRO LE GUERRE DI IERI E DI OGGI

2 novembre serata antimilitarista al Circolo Berneri di Via Don Minzoni, promossa dalla FAI Reggiana e dall’USI-CIT Reggio Emilia. Alle 20 cena sociale, alle 21 incontro : CONTRO LE GUERRE DI IERI E DI OGGI.
Parteciperanno Renato Moschetti e Gianfranco Aldrovandi, con una comunicazione di Daniele Ratti.  Evento in preparazione dell’importante manifestazione antimilitarista di Gorizia del 3 novembre.

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Truffa di cittadinanza

Il considerevole successo del Movimento Cinque Stelle alle ultime elezioni politiche è stato reso possibile dalla promessa di erogare una forma di reddito in qualche modo integrativa al salario per le fasce di lavoratori sottopagati, i disoccupati e gli inoccupati.

Una volta che questi sono giunti al governo abbiamo visto in cosa consistesse questo fantomatico reddito di cittadinanza: la continuazione della proposta di reddito di inclusione già prevista dallo scorso governo, a sua volta ricalcata nelle sue linee guida dal modello Hartz IV tedesco.

Una proposta che è propedeutica a ulteriore lavoro sottopagato se non direttamente gratuito: prestazioni lavorative obbligatorie in cambio di qualche centinaio di euro al mese, cifra assolutamente incapace di garantire il soddisfacimento dei bisogni base per la maggior parte dei nuclei famigliari e addirittura per molti singoli lavoratori, ricattabilità assoluta sul posto di lavoro, niente vertenze, niente licenziamenti volontari, nessuna possibilità di rifiutare lavori sottopagati o in sedi disagiate pena la perdita del già misero sussidio. Una proposta che, inoltre, tenta di rafforzare il familismo più reazionario a discapito di donne e minori essendo il sussidio calcolato in base a nuclei famigliari e non sui bisogni dei singoli individui, impedendo così l’emancipazione dei singoli anche dai peggiori contesti famigliari. Una proposta che tende ad escludere i lavoratori di origine straniera, anche se residenti da anni nel paese dividendo ulteriormente le classi popolari.

Una proposta, infine, che rappresenta l’ennesimo regalo al padronato: chi assumesse un lavoratore sottoposto a regime di reddito di cittadinanza potrà direttamente trattenere interamente o parzialmente il reddito di cittadinanza spettante a questi per un certo periodo. Nei fatti il salario al posto di essere pagato dall’azienda finirebbe per essere pagato dalla fiscalità generale, alimentata per lo più dalle trattenute in busta paga dei lavoratori, trasferendo così le tasse direttamente nelle tasche di padroni e padroncini.

Una proposta, quindi, che viene spacciata come a favore dei lavoratori e delle lavoratrici, dei disoccupati, dei giovani costretti a lavori precari e sottopagati ma che in realtà è l’ennesima regalia a imprese e finte cooperative, tesa a indebolire la capacità di mobilitazione dei lavoratori, incapace di spezzare la spirale del debito in cui versano molti proletari. Niente di più che una forma di elemosina in cambio della pacificazione, elemosina che, ripetiamo, per di più tornerà nelle tasche dei padroni. Il fatto che contemporaneamente a questa truffa venga proposta l’introduzione della Flat Tax, ovvero la diminuzione della tassazione per chi ha redditi alti, dimostra chiaramente da che parte stia questo governo: dalla stessa parte dei precedenti.

Davanti a questa ennesima proposta di legge antiproletaria non possiamo che rilanciare quanto già affermavamo un secolo fa, tanto per cominciare: drastica riduzione dell’orario di lavoro, aumento dei salari, più tempo libero per organizzare le nostre vite.

E questo potremo ottenerlo solo nel modo in cui ottenemmo le grandi conquiste sociali dei decenni scorsi, come la riduzione a otto ore di lavoro e l’aumento generalizzato dei salari: organizzandoci da noi e per noi, senza capipopolo e opportunisti di ogni colore.

Federazione Anarchica Reggiana – FAI

Via don Minzoni 1/d Reggio Emilia /// federazioneanarchicareggiana.noblogs.org /// fa_re@inventati.org

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CONTRO IL GOVERNO GIALLOVERDE!

CONTRO IL GOVERNO GIALLOVERDE!

27 OTTOBRE MANIFESTAZIONE A REGGIO EMILIA
ORE 16.00 CONCENTRAMENTO DALLA GABELLA DI VIA ROMA

L’attuale governo sta attaccando brutalmente i diritti delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici e i giovani e le giovani con provvedimenti antipopolari.

Con il recente “decreto sicurezza” e la circolare “sgomberi” attacca le occupazioni abitative, senza proporre alcuna politica per affrontare i bisogni di chi non può permettersi una casa, attacca i lavoratori e le lavoratrici di origine straniera, i migranti e inasprisce la repressione nei confronti delle opposizioni sociali.

A questo si aggiungono la continua militarizzazione degli spazi pubblici, giustificata da una costruita “emergenza sicurezza”, i tentativi di reintrodurre forme di disciplinamento di massa tramite la reintroduzione della leva che si tradurrà al più in manodopera a costo zero per la pubblica amministrazione.

Al contempo si conferma l’aumento costante della spesa militare.

Il governo giallo-verde mostra la sua natura pienamente reazionaria con le proposte di riforma del diritto della famiglia del senatore Pillon e dei suoi soci, pronti ad attaccare i risultati di decenni di lotta del movimento femminista e dei movimenti LGBTQ.

Le vaghe promesse in merito al “reddito di cittadinanza” si stanno trasformando, come previsto, nella brutta copia delle riforme tedesche degli anni duemila: obbligatorietà del lavoro sottopagato pena la perdita dei sussidi, ricattabilità dei lavoratori, sconti e regalie per padroni e padroncini a spese della fiscalità generale, nessuna riduzione dell’orario di lavoro.

Sempre in tema di politiche filo padronali l’esecutivo insiste per introdurre la flat tax: un vergognoso regalo per le aziende e le fasce della popolazione ad alto reddito a discapito di lavoratori dipendenti e disoccupati.

Invitiamo tutte e tutti a partecipare e a portare i propri contributi per fare sì che la manifestazione sia aperta, plurale e ricca dei contenuti di tutti i partecipanti.

COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE SOCIALE A QUESTO GOVERNO E’ NECESSARIO.

COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE SOCIALE A QUESTO GOVERNO E’ POSSIBILE

CONTRO IL DECRETO SICUREZZA E LA MILITARIZZAZIONE DELLA SOCIETA’

CONTRO IL CONDONO FISCALE, LA FLAT TAX E LE RUBERIE DELLA LEGA

CONTRO IL FINTO REDDITO DI CITTADINANZA, IL LAVORO GRATUITO E IL PRECARIATO DIFFUSO

CONTRO IL DECRETO PILLON

CONTRO OGNI FORMA DI SESSISMO, RAZZISMO E FASCISMO

PER UNA SOCIETA’ LIBERA DALLO SFRUTTAMENTO, SOLIDALE, INCLUSIVA E ACCOGLIENTE

PER UN REDDITO GARANTITO A PRECARI E DISOCCUPATI CON FORTI AUMENTI SALARIALI E PENSIONISTICI

PER LA DIFESA DELLE CONQUISTE DEI MOVIMENTI FEMMINISTI E LGBTQ

PER L’ABOLIZIONE DELLE SPESE MILITARI E IL RITIRO DI TUTTE LE TRUPPE ITALIANE ALL’ESTERO

PER UN INIZIATIVA DI RESISTENZA COSTRUITA DAL BASSO TESA A FERMARE L’AUTORITARISMO DEL GOVERNO

Adesioni:
Acqua bene comune RE

Alternativa Libertaria Reggio Emilia

ARCI Reggio Emilia

Associazione 14 luglio

Architetti Indipendenti

Cobas Scuola – Reggio Emilia

Cooperativa Mag6

Cucine del Popolo

Federazione Anarchica Reggiana – FAI

LeU – SI – Art1 MdP

Movimento Non Violento – Centro di Reggio Emilia

Non una di meno – Reggio Emilia

Passaparola

Partigiani Urbani

Partito Comunista dei Lavoratori

Pollicino Gnus

Possibile – Reggio Emilia

Reggio Emilia Città Aperta – RCA

Reggio Emilia in Comune

Rifondazione Comunista – sez. di Reggio Emilia

Unione Sindacale Italiana – CIT Reggio Emilia

 

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CONTRO IL GOVERNO GIALLOVERDE!

27 OTTOBRE 2018 CONTRO IL GOVERNO GIALLOVERDE!
MANIFESTAZIONE A REGGIO EMILIA
ORE 16.00 CONCENTRAMENTO DALLA GABELLA DI VIA ROMA

Prossima RIUNIONE ORGANIZZATIVA MARTEDI 23 OTTOBRE ore 20.30 circolo Berneri, via Don Minzoni 1/D

L’attuale governo sta attaccando brutalmente i diritti delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici e i giovani e le giovani con provvedimenti antipopolari.

Con il recente “decreto sicurezza” e la circolare “sgomberi” attacca le occupazioni abitative, senza proporre alcuna politica per affrontare i bisogni di chi non può permettersi una casa, attacca i lavoratori e le lavoratrici di origine straniera, i migranti e inasprisce la repressione nei confronti delle opposizioni sociali.

A questo si aggiungono la continua militarizzazione degli spazi pubblici, giustificata da una costruita “emergenza sicurezza”, i tentativi di reintrodurre forme di disciplinamento di massa tramite la reintroduzione della leva che si tradurrà al più in manodopera a costo zero per la pubblica amministrazione.

Al contempo si conferma l’aumento costante della spesa militare.

Il governo giallo-verde mostra la sua natura pienamente reazionaria con le proposte di riforma del diritto della famiglia del senatore Pillon e dei suoi soci, pronti ad attaccare i risultati di decenni di lotta del movimento femminista e dei movimenti LGBTQ.

Le vaghe promesse in merito al “reddito di cittadinanza” si stanno trasformando, come previsto, nella brutta copia delle riforme tedesche degli anni duemila: obbligatorietà del lavoro sottopagato pena la perdita dei sussidi, ricattabilità dei lavoratori, sconti e regalie per padroni e padroncini a spese della fiscalità generale, nessuna riduzione dell’orario di lavoro.

Sempre in tema di politiche filo padronali l’esecutivo insiste per introdurre la flat tax: un vergognoso regalo per le aziende e le fasce della popolazione ad alto reddito a discapito di lavoratori dipendenti e disoccupati.

Costruire l’opposizione sociale a questo governo è necessario. Costruire l’opposizione sociale a questo governo è possibile.

Invitiamo tutte e tutti a partecipare e a portare i propri contributi per fare sì che la manifestazione sia aperta, plurale e ricca dei contenuti di tutti i partecipanti.

Prossima riunione organizzativa martedì 23 ottobre ore 20.30 circolo Berneri, via Don Minzoni 1/D

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