CI HANNO INSEGNATO LA MERAVIGLIA VERSO LA GENTE CHE RUBA IL PANE

Il governo fascioleghista fa la guerra ai poveri. Fa la guerra a chi lavora, e che in Italia sopravvive con un salario fra i più bassi del mondo “sviluppato”. Ci toglie sanità, istruzione, trasporti, servizi, per spendere i soldi in guerre, armi e opere inutili. E chi protesta viene bersagliato dai decreti sicurezza che si susseguono inarrestabili. Ma non solo: anche ritrovarsi al di fuori degli spazi commerciali è diventato un reato, fra decreti anti-rave e ordinanze municipali contro i “bivacchi”.

Il governo fascioleghista continua la guerra ai migranti, a cui toglie il gratuito patrocinio legale.

Il governo fascioleghista e le sue propaggini locali fanno la guerra agli spazi sociali, e a chi partecipa alle manifestazioni, con multe fuori di ogni decenza e arresti arbitrari. E fra i bersagli privilegiati c’è come al solito il movimento anarchico. Evidentemente il nostro rifiuto dello stato e dell’autorità fanno paura, se pure i versi di Addio Lugano sono stati usati come pretesto dalla questura di Roma per vietare la semplice commemorazione di due morti. Tutto mentre i reati dei colletti bianchi passano in scioltezza, e il ministro della giustizia blatera addirittura di “modiche quantità” di tangenti.


Della repressione e della guerra ai poveri parleremo venerdì 8 maggio alle ore 21.00 al circolo Berneri in via Don Minzoni 1/d a Reggio con i legali dell’Associazione di Mutuo Soccorso per il Diritto di Espressione di Bologna. La serata Inizierà alle 19.30 con un aperitivo conviviale.


Federazione Anarchica reggiana – FAI

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Comunicato sulla repressione del dissenso in Iran, sul caso Soheil Arabi e Afshin Heyratian

Da diverso tempo le autorità del regime iraniano hanno imprigionato Soheil Arabi, anarcosindacalista e attivista politico e Afshin Heyratian, artista teatrale, attivista anarchico e collaboratore di una ONG impegnata nella tutela dei bambini.

Questo è quanto riportato dal canale Telegram “AnarchistFront”, una delle poche realtà che cerca di dare notizie sulla grave situazione nel paese, uscendo dal gioco delle dinamiche di potere USA-IRAN-ISRAELE-HAMAS e dalle notizie di parte che non danno la giusta visibilità al dissenso interno. Siamo l* prim* ad opporsi alle guerre della NATO, alla propaganda bellica occidentale e al riarmo dell’Europa, ma questo non significa che regimi autoritari, totalitari, teocratici o aspiranti tali fuori dal cosidetto “occidente” rappresentino qualsivoglia alternativa per chi aspira a costruire il mondo delle libere e delle uguali.

Come prevedibile, il regime iraniano utilizza l’attuale conflitto per mettere a tacere tutte quelle voci interne di protesta, accusando le persone “indesiderate” di collaborare con il nemico o di essere una minaccia per la sicurezza. Oltre alla carcerazione il regime ha confiscato i beni di Soheil Arabi e di Afshin Heyratian: anche questa è un’azione (o reazione) che il potere attua per mettere in ginocchio gli oppositori, distruggendo così ogni piccola risorsa che può rappresentare una speranza futura per l’individuo.

Purtroppo questi sono solo due tra i centinaia di arresti di compagni e compagne.

Lo schema è sempre lo stesso: utilizzare la scusa del collaborazionismo con Israele per mettere a tacere il dissenso. Il regime arriva addirittura a “rispolverare” vecchie proteste e ad associarle al nemico. Qui diventa chiaro il vero volto del potere, che trova nel conflitto in atto un’oppurtunità di rafforzarsi ed eliminare tutt* coloro che sono ritenut* scomod* o chi semplicemente è contro la guerra e lo esprime apertamente. Grazie a questa scusa non è neanche più necessario un “apparente giusto processo”: basta invocare l’emergenza e la reazione dei sudditi del potere non tarderà ad arrivare.

Esprimiamo solidarietà ai compagni, come a tutt* quell* colpit* dalla repressione dei vari governi reazionari. È qui che l’anarchismo internazionalista può dare una risposta al vero problema: bandiere, governi e fondamentalismi religiosi non sono mai dalla parte degli oppressi. Per il potere, questi ultimi servono solo ad alimentare le risorse belliche, diventando carne da cannone. Devono essere devoti, fedeli alla religione ma soprattutto servire in silenzio. Inceppare la macchina è complesso ma possibile, quando tutt* capiranno che lo stato in ogni sua forma, con i suoi eserciti e le sue guerre, non è mai la soluzione.

FAI – Federazione Anarchica Reggiana

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BASTA CON LA REPRESSIONE!

Solidarietà agli spazi sociali sotto attacco.

Anche a Reggio è arrivato l’attacco contro gli spazi sociali, portato da esponenti della destra di governo con la motivazione strumentale e pretestuosa della mancanza di adempimenti burocratici. Come se uno spazio sociale fosse una qualunque attività commerciale.

La repressione è una costante dell’azione dei governi contro chi pratica l’opposizione sociale. In una situazione di repressione che possiamo definire sistemica, l’azione del governo Meloni, per la sua matrice inequivocabilmente fascista, mostra un inasprimento evidente nella continua decretazione repressiva che abbiamo visto in questi ultimi tempi. L’impoverimento generalizzato, la crescita della precarietà, il dilagare dell’economia di guerra, l’esaurimento di ogni margine di mediazione sociale determinano una perdita di consenso a cui il governo risponde con precisi interventi repressivi necessari per dominare il malcontento sociale.

Alla luce di tutto questo la narrazione della repressione come risposta a un’emergenza di sicurezza è totalmente da rigettare. Tanto più nel caso dello spazio sociale AQ16, che viene accusato di non avere le prescritte autorizzazioni e quindi di mettere a repentaglio l’incolumità delle persone. Peccato che l’incolumità delle persone venga messa in pericolo più nelle strutture commerciali private, che per fame di guadagno ignorano -loro sì- le più elementari norme di sicurezza e lasciano morire la clientela schiacciata e bruciata.
Ma come ben sappiamo, le questioni burocratiche sono solo un pretesto.

Gli attacchi agli spazi sociali autogestiti non sono certo una novità, ma per questo governo rappresentano un’offensiva dal valore soprattutto propagandistico, che tuttavia nel concreto elimina spazi di socialità ed organizzazione collettiva alternativa.
Invitiamo alla solidarietà nei confronti di coloro che sono colpit* dalla repressione e sosteniamo chi lotta per un mondo di liber* e uguali.

FAI – Federazione Anarchica Reggiana

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NE’ DIO NE’ PATRIA NE’ FAMIGLIA, PER LA LIBERA UNIONE!

Questo governo è salito al potere col “programma” tipico della destra mondiale, dio patria e famiglia. I governi precedenti, pur non dichiarandolo esplicitamente, non erano tanto diversi. Asserviti alla chiesa su ogni minima questione etica, fautori di guerre e commercio di armi, e nel pieno solco della tradizione nelle politiche familiari.
Rifiutiamo dio perché tutte le religioni dividono, allontanano, giudicano, controllano.
Rifiutiamo la patria perché è il nome che lo stato assume quando si prepara ad ammazzare, a fare guerre, a vendere armi, a pagare assassini in divisa libica per organizzare lager in cui rinchiudere i migranti causati dalle guerre che essa stessa ha scatenato.
Per la famiglia le cose sono più complesse. Rifiutiamo la famiglia perché non è solo la fondamento di tutte le società organizzate su basi cis-etero-patriarcali, ma è anche la cellula su cui si fonda lo stato ed è la base di riproduzione della forza lavoro che alimenta il capitalismo. Sembra che la società non sia composta da altre entità. Qualsiasi discorso istituzionale sul carovita o sulla povertà ripete il mantra del “sostegno alle famiglie”, quello che è rimasto delle politiche abitative o di welfare viene erogato su base familiare, e l’elenco sarebbe ancora lungo. Anche tante realtà di base rivendicano lo status famigliare come un obiettivo irrinunciabile.
Crediamo che voler estendere lo status legale della famiglia perché comprenda tutte le unioni non-etero, pur se comprensibile nell’ottica di un’agognata eguaglianza di diritti, risenta di un equivoco di fondo. Equivoco che consiste nell’accettare implicitamente la pretesa dello stato e della società patriarcale che una persona goda di pieni diritti solo se inserita in una struttura sociale accettata, normata, controllata dallo stato e dalla società stessi.
Pensiamo che i diritti, per essere tali, non possono che essere universali, in capo a ogni singola persona, a prescindere che viva da sola, con o senza figl*, in una unione civile, un matrimonio o in qualsiasi altra forma venga in mente.
Per questo pensiamo che l’obiettivo minimo di una lotta per conquistare dei diritti, debba essere quello di ottenerli per tutt*, su base individuale, perché ogni singola persona possa stabilire e vivere relazioni di qualsiasi tipo in completa libertà, fuori da condizionamenti e creando nello stesso tempo basi nuove per una società nuova.

ALTERNATIVA LIBERTARIA Reggio Emilia  – DONNE LIBERTARIE – FEDERAZIONE ANARCHICA REGGIANA – FAI

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CONGRESSO IFA 7-10 APRILE 2023 – MASSENZATICO

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PROIEZIONE 12/12 PIAZZA FONTANA

La Federazione Anarchica Reggiana, fin dal lontano dicembre 1969, è impegnata a denunciare la strategia della tensione che culminò con la strage di Piazza Fontana e con l’assassinio di Giuseppe Pinelli e a mantenere viva la memoria.
Per lasciare tracce di questa memoria anche sul nostro territorio nel 2021 mettemmo a dimora piazza Duca d’Aosta a Reggio Emilia una quercia rossa.

Sabato 10 dicembre 2022 alle ore 18.00 presso il Circolo Berneri, via Don Minzoni 1/d a Reggio Emilia, presentiamo un nuovo documentario intitolato “12/12” di Matteo Benatti e Maurizio Scarcella. Nell’occasione intervengono Francesco Fricche del gruppo Bakunin di Roma (FAI) e Roberto Gargamelli, testimone dei fatti, accusato e arrestato ingiustamente insieme a Valpreda.
L’iniziativa è gratuita e aperta agli e alle interessat@.

A seguire cena conviviale.

Oggi come allora la Federazione Anarchica Reggiana si impegna a lottare contro ogni potere, per una società basata sulla giustizia sociale ed in equilibrio con l’ambiente che ci circonda, senza Stato né dominio.

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GUERRA IN UCRAINA E OPPOSIZIONE ANTIMILITARISTA

GUERRA IN UCRAINA E OPPOSIZIONE ANTIMILITARISTA
con Yurii Colombo e Federico Ferretti
VENERDI’ 7 OTTOBRE 2022 ORE 21 Circolo Berneri Via Don Minzoni 1/d –
Reggio Emilia
L’Assemblea Antimilitarista di Reggio Emilia propone questo dibattito davanti al perdurare della guerra in Ucraina e il moltiplicarsi dei
conflitti che fanno sì che la guerra faccia ormai parte della nostra quotidianità. La guerra porta con sé la distruzione, la morte, la militarizzazione e la devastazione sociale e ambientale. La guerra da sempre la fanno i potenti (leggi oligarchi) e la subiscono i lavoratori e le lavoratrici. L’Assemblea Antimilitarista di Reggio Emilia ritiene
importante una riflessione che punti al ritiro delle missioni militari all’estero, alla riconversione dell’industria bellica, all’abolizione delle spese militari e alla diserzione da tutte le guerre.
Approfondiremo tutto questo con Yurii Colombo e Federico Ferretti.
YURII COLOMBO
Vive a Mosca da molti anni. Laureato in Scienze Politiche a Milano, in
Storia e letteratura russa a San Pietroburgo e di madrelingua russa. Ha
scritto per alcuni anni per Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano, Left e
Jacobin (USA). Collabora regolarmente con la televisione della Svizzera
italiana. Tra i suoi libri più recenti: “L’Ucraina tra la Russia e la
NATO” (Castelvecchi) e il recentissimo “Il fronte della pace, voci russe
e ucraine contro l’invasione” (Castelvecchi).
FEDERICO FERRETTI
Insegna all’Università di Bologna. Ha avuto esperienze di insegnamento e
di ricerca in Svizzera, Francia, Brasile e Irlanda e si occupa di
geografie anarchiche. Pubblica nelle maggiori riviste internazionali nel
campo delle geografie radicali, femministe e critiche. Tra i suoi libri
in lingua italiana: “Il Mondo senza la Mappa” e “Anarchici ed Editori”.
Assemblea Antimilitarista di Reggio Emilia
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CONTRO LE POLITICHE DELLO STATO TURCO AL FIANCO DELLA POPOLAZIONE COLPITA

Negli ultimi mesi l’attenzione e del mondo occidentale è stata tutta rivolta all’invasione russa dell’Ucraina ed al suo portato di morte e distruzione, e ha distolto l’attenzione su quanto sta succedendo nel resto del mondo. Nuove potenze regionali ne stanno approfittando per ampliare le proprie sfere di dominio o colpire duramente l’opposizione sociale nel proprio paese. Da aprile 2022, come avvenuto altre volte negli ultimi trent’anni, le forze militari dello stato turco sono entrate nel nord Iraq, con il sostegno del governo regionale del Kurdistan (KRG) e dei partiti politici che fanno parte del governo regionale, e hanno lanciato un attacco militare contro le organizzazioni politiche di
opposizione e i movimenti sociali radicali. Gli attacchi militari, solitamente via terra, da aprile hanno visto l’intensificarsi dell’impiego di aerei e droni che hanno colpito basi, depositi, ucciso persone e devastato villaggi.

Nel frattempo, da aprile ad oggi, è continuata la resistenza degli oppressi e delle oppresse e dei libertari contro questi attacchi militari del governo turco. La resistenza ha assunto diverse forme, tra cui marce popolari per la pace e contro la guerra, proteste e attacchi contro le basi militari delle forze turche all’interno del Kurdistan, campagne di boicottaggio delle merci turche, blocco dei siti di produzione e attacchi contro le aziende turche.
La resistenza rappresenta una netta opposizione di classe alle mire imperialistiche dello stato turco, alla volontà di annientare forme sociali avanzate che si presentano quale minaccia al clericalismo islamista del governo Erdogan e alle logiche patriarcali da sempre presenti nell’area. L’esercito turco è la seconda potenza militare nella NATO, storico braccio degli Stati Uniti nell’area. Ha sostenuto l’ISIS contro le forze rivoluzionare del Rojava e da decenni intraprende una lotta sanguinosissima contro le minoranze culturali curde e armene, contro i/le dissidenti politici e le forze di sinistra. Ora si sta ponendo come potenza mediatrice della guerra in Ucraina e come interlocutrice necessaria per i governi occidentali. Ha ottenuto l’appoggio di Svezia e Finlandia alle politiche repressive contro la minoranza curda, barattate con l’ingresso dei due stati nella NATO. Draghi è andato ossequiosamente in Turchia non più tardi di due settimane fa per coordinare le forze di polizia per il blocco e il rimpatrio forzoso dei migranti, per l’approvvigionamento di risorse energetiche e il sostegno del governo turco sulla scena Ucraina.
Le guerre sono combattute per gli interessi e i privilegi degli oppressori e degli sfruttatori, che siano in Ucraina, in Yemen, in Siria o nord Iraq. Nel mondo attualmente si stanno combattendo decine di guerre, con il loro carico di morti, distruzione, stupri, saccheggi ed esodi di massa. Negli ultimi quindici anni la crisi del sistema di egemonia mondiale fondato sulla globalizzazione ha prodotto una tendenza mondiale all’autoritarismo e alla militarizzazione. L’anarchismo sociale rompe le attuali logiche imperiali, capitaliste,
nazionaliste e autoritarie, respinge le divisioni imposte dai confini, e il concetto dell’integrità o della “difesa” territoriale di uno Stato o di una qualunque entità che aspira ad esserlo, contro tutte le politiche nazionaliste o micronazionaliste. Qualsiasi cosa voglia dire la parola “nazione”, essa nasconde la divisione tra sfruttat* e sfruttatori, tra oppress* e oppressori.
Ribadiamo la nostra condanna irrevocabile e senza ambiguità del regime di Erdogan e della sua criminale invasione del Rojava ed ora del nord dell’Iraq, nonché della sua feroce repressione del dissenso interno.
Per un antimilitarismo internazionalista e rivoluzionario, concretamente radicato
nelle lotte sociali, nelle reti di solidarietà, per creare vie d’uscita collettive e
libertarie al vortice di guerra in cui ci gettano gli Stati e il capitalismo mondiale.

Federazione Anarchica Reggiana FAI
via don Minzoni 1/d Reggio Emilia

FB: Archivio Libreria della FAI Reggiana

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SCIOPERO GENERALE E SOCIALE CONTRO LA GUERRA

20 MAGGIO 2022

SCIOPERO GENERALE E SOCIALE CONTRO LA GUERRA L’ECONOMIA E IL GOVERNO DI GUERRA

Manifestazione con corteo promosso dai Sindacati di Base e Conflittuali – Comitato provinciale per lo sciopero generale e sociale contro la guerra di Reggio Emilia

Venerdì 20 maggio 2022

Ore 10 Porta Santa Croce Via Roma (RE)

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CONTRO IL MILITARISMO DI IERI E DI OGGI

SABATO 26 FEBBRAIO 2022
CONTRO IL MILITARISMO DI IERI E DI OGGI
Contro tutte le guerre Contro tutti gli eserciti
Ricordando Aristide, Mario e Fermo
Presidio Antimilitarista davanti al Teatro Ariosto, Piazza della Vittoria (RE)
Sabato 26 febbraio alle ore 15.30, come antimilitaristi e antimilitariste, saremo in piazza per ricordare alcuni giovani assassinati 107 anni fa per impedire la follia della guerra. Sono passati infatti 107 anni dalla morte di Fermo Angioletti, Mario Baricchi e Aristide Incerti Rinaldi e dalle manifestazioni che, anche a Reggio Emilia, tentavano di fermare i motori di una guerra che l’Italia si apprestava a dichiarare. Giovani socialisti, sindacalisti, anarchici e repubblicani furono parte integrante di un movimento di opposizione popolare che intendeva sabotare l’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale e che traeva forza anche dalle sollevazioni antimilitariste degli anni precedenti. La nostra provincia vide una vera e propria settimana di scontri e contestazioni all’inizio del 1915. Il 24 febbraio 1915 a Scandiano una manifestazione contro il carovita al grido di “pane, pace e lavoro” occupò parzialmente il municipio e dopo un intervento dei carabinieri venne ferito gravemente con un colpo di pistola l’operaio Aristide Incerti Rinaldi. Ricoverato all’Ospedale di Scandiano in gravissime condizioni morì un mese dopo. La sera del giorno successivo, il 25 febbraio 1915, al Teatro Ariosto durante le contestazioni per il comizio interventista di Cesare Battisti, durante una violenta carica dei carabinieri, vengono uccisi Mario Barilli e Fermo Angioletti. Queste vicende devono essere d’insegnamento a chi si oppone a tutte le guerre.
Soprattutto oggi, davanti al conflitto in Ucraina, ribadiamo il nostro totale rifiuto di tutti gli imperialismi (NATO, OTSC) e di tutte le guerre che vengono combattute sempre contro le lavoratrici e i lavoratori per garantire i profitti e il comando dei vari potentati economici, finanziari e statali.
Anche il nostro paese è coinvolto in questa guerra con le sue missioni militari. Per questo è necessario costruire movimenti antimilitaristi ed interenazionalisti capaci di opporsi alle guerre, alle spese militari e agli eserciti.
Per non dimenticare Aristide, Mario e Fermo.
Assemblea Antimilitarista Reggio Emilia 24/02/2022
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